PS5: Destruction AllStars rimosso dal PlayStation Store dopo 5 anni
Destruction AllStars, gioco di lancio PS5, sparisce dal PlayStation Store e va offline. Scopri perché Sony ha preso questa decisione e cosa significa per i giocatori.

PS5: Destruction AllStars rimosso dal PlayStation Store dopo 5 anni
Sony ha rimosso Destruction AllStars dal PlayStation Store e disattivato i server multiplayer, sancendo la fine di uno dei titoli più discussi del lancio della PS5 nel 2020. Il gioco, sviluppato da Lucid Games, è ora inaccessibile dopo 5 anni dalla sua uscita, un destino che solleva domande sull’eredità dei giochi di lancio e sulle politiche di supporto di Sony per i titoli minori.
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La decisione è stata comunicata tramite un aggiornamento del gioco stesso, che ora mostra un messaggio di errore quando si prova ad avviarlo. I giocatori che avevano acquistato il titolo prima della rimozione non potranno più accedervi, né giocare online. Secondo Polygon, Sony non ha fornito motivazioni ufficiali, ma la rimozione sembra legata alla scarsa popolarità del gioco e alla mancanza di aggiornamenti negli ultimi anni.
Un fallimento annunciato? Il perché di questa scelta
Destruction AllStars non è mai riuscito a decollare. Nonostante un concept interessante — un misto tra sparatutto in terza persona e battaglia reale — il gioco ha sofferto di una scarsa base di giocatori fin dal lancio. Il multiplayer, già poco affollato all’inizio, è diventato una città fantasma nel giro di pochi mesi. Sony, che aveva investito in questo titolo come uno dei volti del lancio della PS5, ha preferito tagliare i costi di mantenimento piuttosto che continuare a supportarlo.
La rimozione dei server non è una novità nel settore: molti giochi online vengono disattivati dopo anni di abbandono, soprattutto se non generano più profitto. Tuttavia, Destruction AllStars rappresenta un caso emblematico di come Sony stia trattando i suoi titoli di lancio. A differenza di Demon’s Souls o Ratchet & Clank: Rift Apart, che hanno ricevuto aggiornamenti e supporto continuo, questo titolo è stato abbandonato al suo destino. Un messaggio chiaro: se un gioco non vende, non merita di essere mantenuto in vita.
L’impatto sui giocatori e sulle future politiche di Sony
Per chi ha acquistato Destruction AllStars al lancio, la rimozione è una delusione cocente. Il gioco era stato venduto come un’esperienza innovativa, ma si è rivelato un titolo di nicchia con una community che si è dissolta nel tempo. Ora, chi aveva speso i propri soldi non potrà più rivivere l’esperienza, né recuperare il proprio investimento. Un problema di cui Sony dovrebbe tenere conto: i giocatori si aspettano trasparenza e supporto, anche per i titoli meno fortunati.
La rimozione di Destruction AllStars solleva anche domande sulla strategia di Sony per i giochi di lancio. La casa giapponese ha sempre puntato su titoli esclusivi per attirare acquirenti, ma se questi falliscono, come nel caso di Horizon Forbidden West: Burning Shores o Final Fantasy XVI, quali garanzie offre ai giocatori? La rimozione di un gioco dopo solo 5 anni è un segnale preoccupante: se un titolo non è un successo immediato, rischia di essere abbandonato senza appello.
D’altra parte, Sony non è l’unica a prendere decisioni drastiche. Microsoft, ad esempio, ha recentemente rimosso diversi giochi dal suo catalogo Xbox Game Pass per concentrarsi su titoli di maggior successo. La tendenza è chiara: i publisher stanno diventando sempre più selettivi, soprattutto in un mercato saturo come quello attuale.
Cosa rimane di Destruction AllStars?
Nonostante il fallimento commerciale, Destruction AllStars ha lasciato un’impronta nella storia dei videogiochi. È stato uno dei primi titoli a sfruttare il DualSense in modo creativo, con effetti tattili e audio che hanno influenzato successivi giochi di combattimento. Inoltre, il suo stile artistico — un mix tra cyberpunk e anime — ha attirato una nicchia di appassionati di estetica retrò.
Tuttavia, a distanza di anni, il gioco appare datato. I controlli non sono all’altezza degli standard odierni, e la mancanza di aggiornamenti ha reso l’esperienza obsoleta. Non si tratta solo di una rimozione: è la conferma che un gioco, se non evolve, muore.
Il Punto di GeeknTech
Destruction AllStars è l’ennesimo esempio di come i publisher trattino i propri titoli con superficialità. Sony ha speso milioni per promuovere la PS5, ma quando un gioco non performa, lo abbandona senza pensarci due volte. Non è un problema solo di questo titolo: è un segnale che dovrebbe preoccupare tutti i giocatori. Se un gioco non è un successo immediato, rischia di essere cancellato senza preavviso. Meglio pensarci due volte prima di acquistare un titolo di nicchia, soprattutto se non ha alle spalle una community solida.
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