PS5 a 95 milioni di unità: Sony arranca dietro al successo del PS4
PS5 vende 1,6 milioni di unità nel Q2 2026, ma il calo del 36% rispetto al 2025 segnala problemi strutturali. Analisi su prezzi, produzione e futuro della console.

PS5 ferma a 95 milioni di unità: il PS4 l'ha superata, ma con strategie che oggi non funzionano più
Sony registra una flessione del 36% nelle vendite di PS5 nel secondo trimestre 2026, con appena 1,6 milioni di console vendute tra aprile e giugno. Il dato, in calo rispetto ai 1,5 milioni del trimestre precedente e ai 2,5 milioni dello stesso periodo del 2025, spinge la console a quota 95,3 milioni di unità totali. Una cifra che, pur avvicinandosi ai 100 milioni del traguardo, lascia spazio a un paragone impietoso: il PS4, a questo punto del suo ciclo di vita, aveva già superato i 100,2 milioni di unità vendute. E lo aveva fatto nonostante ripetuti tagli al prezzo di listino e promozioni aggressive, un lusso che la nuova generazione non può permettersi.
La notizia, diffusa da GameSpot, arriva in un momento delicato per l’industria dei videogiochi. Dopo anni di crescita costante, la domanda di console sembra aver raggiunto un plateau, mentre i consumatori si interrogano sull’effettivo valore aggiunto dell’hardware di nuova generazione rispetto alle alternative più economiche, come le versioni potenziate delle vecchie console (PS4 Pro, Xbox Series X/S) o i servizi di cloud gaming.
Un problema di prezzo e di supply chain
Il vero ostacolo per la PS5 non è la concorrenza diretta di Xbox o Nintendo, ma la sua stessa strategia di pricing. A differenza del PS4, che ha visto il suo costo scendere dai 399€ iniziali ai 249€ in alcuni periodi promozionali, la PS5 ha subito un destino opposto. La carenza globale di componenti chiave, come la RAM e i semiconduttori, ha spinto Sony ad aumentare i prezzi di listino in alcuni mercati, arrivando a superare i 500€ per la versione base in paesi come il Giappone. In Europa, dove i prezzi sono stati inizialmente contenuti (a partire da 449€ per la Digital Edition e 499€ per la versione con lettore Blu-ray), la situazione è meno drammatica, ma non per questo meno preoccupante.
Secondo le stime di Bloomberg, i costi di produzione della PS5 superano ancora oggi i 400€ per unità, lasciando margini ridotti anche con il prezzo di vendita attuale. Questo spiega perché Sony non ha ancora abbassato i prezzi, nonostante la concorrenza di prodotti come la Nintendo Switch OLED (299€) o le offerte su Xbox Series S (249€). La casa giapponese sembra intrappolata in una logica di scarsità: meno unità prodotte = prezzi più alti = meno vendite. Un circolo vizioso che rischia di penalizzare ulteriormente la console nel lungo periodo.
PS4 vs PS5: la guerra dei numeri
Il confronto tra le due generazioni è impietoso. Il PS4 ha beneficiato di una supply chain più stabile, di economie di scala e di una strategia di pricing flessibile. La PS5, invece, arranca su entrambi i fronti. Nel secondo trimestre 2026, Sony ha registrato un calo del 10% nei ricavi da hardware, mentre le vendite di software sono rimaste pressoché stabili (da 65,9 a 66,1 milioni di unità). Un dato che, da un lato, conferma la forza del parco titoli PlayStation, ma dall’altro evidenzia la difficoltà della console a trainare le vendite di giochi.
Un altro segnale preoccupante riguarda il mercato digitale. Nonostante le proteste per la decisione di Sony di sospendere la produzione dei dischi per PS5 (una mossa che ha scatenato polemiche tra i giocatori), le vendite digitali sono cresciute dal 78% all’82% nel primo trimestre 2026. Una tendenza che riflette sia la comodità dello store digitale sia, purtroppo, la scarsità di alternative fisiche sul mercato.
I dati di GSMArena confermano che, a luglio 2026, la PS5 è ancora la console più venduta in Italia, ma con un ritmo di crescita in netto rallentamento. Nei negozi italiani, la versione base (con lettore) si trova ancora intorno ai 449€, mentre la Digital Edition scende a 399€ in alcune catene come MediaWorld o GameStop. Tuttavia, le promozioni sono sempre più rare e limitate a periodi specifici, come il Black Friday o il Summer Sale.
Il futuro della PS5: tra tariffe, sconti e concorrenza
Non tutto è negativo per Sony. Il colosso giapponese ha registrato un aumento dei profitti del 37% nel primo trimestre fiscale 2026, grazie a una combinazione di rimborsi doganali negli Stati Uniti e favorevoli tassi di cambio. Una boccata d’ossigeno che, però, non risolve il problema strutturale: la PS5 sta perdendo terreno perché non offre abbastanza valore aggiunto rispetto alle alternative.
La concorrenza, d’altra parte, non dorme. Microsoft ha recentemente lanciato una campagna aggressiva per la Xbox Series X, abbassando il prezzo a 399€ in alcuni paesi europei e puntando sui servizi come Game Pass. Nintendo, invece, continua a dominare con la Switch, che nonostante i suoi limiti tecnici, offre un’esperienza di gioco accessibile e un parco titoli ineguagliabile. Anche in Italia, dove la Switch è la console più venduta, la PS5 fatica a imporsi come scelta principale.
Un altro fattore da considerare è il ritardo nella produzione. Sony ha annunciato che la PS5 Pro, attesa per fine 2026, potrebbe arrivare con un prezzo superiore ai 600€. Una mossa che, se confermata, rischia di alienare ulteriormente gli utenti, abituati a console che perdono valore nel tempo piuttosto che aumentarlo.
Il Punto di GeeknTech
La PS5 è una console potente e ben costruita, ma Sony sta sbagliando tutto ciò che conta: prezzo, disponibilità e valore percepito. A differenza del PS4, che ha saputo adattarsi al mercato con sconti e promozioni, la nuova generazione sembra prigioniera di una logica di scarsità che ne limita la diffusione. Il calo del 36% nelle vendite è un campanello d’allarme: se Sony non agirà in fretta, rischia di ritrovarsi nella stessa situazione di Xbox nel 2013, quando la Xbox One fu superata dalla PS4 nonostante il vantaggio iniziale.
Per gli utenti italiani, la scelta è ancora più complicata. La PS5 rimane la console più performante in commercio, ma il prezzo di 449€ per la versione base è difficile da giustificare, soprattutto quando alternative come la Xbox Series X offrono un rapporto qualità-prezzo migliore. Se Sony vuole davvero raggiungere i 100 milioni di unità vendute, dovrà scendere a compromessi: o abbassa i prezzi, o rivede la strategia di produzione. Altrimenti, rischia di diventare il nuovo Vita di Sony: una console di nicchia, amata dai fan, ma incapace di imporsi sul mercato di massa.
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