Modder dà vita al multiplayer non ufficiale di The Last of Us Part 2: Sony resta fuori
Un modder indipendente ha realizzato un multiplayer per The Last of Us Part 2, ma non arriverà da Sony né su PS5. Scopri i dettagli e le implicazioni di questa scelta.

Il ritorno di Joel e Ellie diventa un campo di battaglia: il modder che sfida Sony
Un modder indipendente ha riportato in vita il multiplayer di The Last of Us Part 2, ma non sarà Sony a offrirlo ufficialmente. E, ancora più sorprendentemente, non sarà nemmeno disponibile su PlayStation 5. Il progetto, presentato in un video pubblicato online, mostra partite competitive uno contro uno con tanto di combattimenti a fuoco serrato, dimostrando che la comunità è ancora capace di innovare dove lo sviluppatore non ci arriva. La notizia, riportata da Eurogamer, solleva domande sulla strategia di Sony e sul futuro dei suoi giochi.
📺 Approfondimento video
Un industry che si muove troppo piano: perché questo mod conta
Sony ha sempre puntato su esperienze single-player di alto livello, ma la mancanza di contenuti multiplayer nei suoi titoli AAA è diventata un tallone d’Achille. Mentre aziende come Ubisoft, EA e Activision investono miliardi in modalità competitive e cooperative, Sony sembra preferire un approccio più tradizionale. Ghost of Tsushima e Horizon Forbidden West hanno dimostrato che i giocatori sono disposti a spendere per storie coinvolgenti, ma il multiplayer è diventato un’esigenza per molti utenti. Questo mod, pur non essendo ufficiale, è la prova che la domanda esiste e che la comunità è pronta a colmare il vuoto lasciato da Sony.
La notizia arriva in un momento in cui il mercato dei videogiochi sta vivendo una fase di transizione. Da un lato, i giocatori chiedono sempre più contenuti social e condivisibili; dall’altro, le aziende faticano a trovare un equilibrio tra innovazione e fedeltà al proprio stile. Sony, in particolare, ha sempre difeso la sua scelta di non includere multiplayer nei suoi titoli principali, ma questa rigidità rischia di isolarla in un’industria che sta diventando sempre più collaborativa.
Come funziona il mod e perché è una mezza vittoria
Il modder, che si nasconde dietro lo pseudonimo “ModderX”, ha sfruttato gli strumenti di modding già presenti in The Last of Us Part 2 per creare una modalità multiplayer funzionante. Il video pubblicato mostra due giocatori che si affrontano in un’arena, con armi e abilità tipiche del gioco originale. Tuttavia, ci sono alcune limitazioni: la modalità è disponibile solo su PC, poiché il modding su console richiede strumenti più complessi e rischiosi. Inoltre, le partite non sono stabili come quelle di un titolo sviluppato ad hoc, con lag e problemi di sincronizzazione che possono rovinare l’esperienza.
Nonostante questi difetti, il mod rappresenta un passo avanti per i fan del gioco, che ora possono sperimentare una modalità che Sony non ha mai voluto implementare. È anche un promemoria: se la comunità è capace di creare contenuti del genere, perché l’azienda non lo fa in modo ufficiale? La risposta potrebbe risiedere nella mancanza di risorse o nella volontà di mantenere il controllo sul proprio universo narrativo, ma il risultato è che i giocatori si ritrovano con un’esperienza limitata e non ottimizzata.
Sony e il dilemma del multiplayer: un’opportunità persa?
Sony ha sempre giustificato la sua scelta di non includere multiplayer nei suoi titoli principali con l’obiettivo di offrire un’esperienza più immersiva e controllata. Tuttavia, questa strategia sta diventando insostenibile. Giochi come God of War: Ragnarök, pur essendo acclamati dalla critica, hanno sofferto di una mancanza di contenuti sociali che avrebbe potuto allungare la loro vita commerciale. Allo stesso modo, The Last of Us Part 2, nonostante la sua qualità narrativa, non ha offerto alternative ai giocatori che cercano interazione con altri utenti.
La concorrenza non sta a guardare. Microsoft, con il suo Game Pass, sta investendo pesantemente in multiplayer e servizi cloud, mentre Nintendo continua a sorprendersi con esperimenti social come Mario Kart Live: Home Circuit. Sony, invece, sembra ancora legata a un modello che privilegia il single-player, ma rischia di perdere terreno in un mercato in cui la socialità è diventata una priorità.
Questo mod, quindi, non è solo una curiosità tecnica, ma un campanello d’allarme. Se Sony non vuole perdere la sua posizione di leadership, dovrà iniziare a considerare l’inclusione di modalità multiplayer nei suoi futuri titoli, oppure rischierà di vedere la sua community spostarsi verso alternative più collaborative.
Il Punto di GeeknTech
Sony ha sempre difeso il suo modello di gioco single-player, ma la realtà è che i giocatori vogliono di più. Questo mod dimostra che la domanda esiste e che la comunità è disposta a prendere in mano la situazione quando l’azienda non offre soluzioni. Tuttavia, la mancanza di un multiplayer ufficiale su PS5 lascia un vuoto che non può essere colmato da un mod non ottimizzato. Sony dovrebbe riflettere: la scelta di non includere multiplayer nei suoi titoli principali sta diventando un limite, non un pregio. Nel frattempo, i fan di The Last of Us Part 2 possono consolarsi con questa esperienza alternativa, ma sanno che non è la soluzione definitiva.
I prezzi oscillano ogni giorno: ricevi solo i veri minimi storici
Segnaliamo su Telegram solo quando un prodotto tocca il suo minimo storico o un errore di prezzo reale. Massimo 2–4 post al giorno, verificati da Guido.